Domenica durante lo spettacolo Reset a Roma, Beppe Grillo ha annunciato che mercoledì sarà a Tarquinia a dare la solidarietà al gruppo che dal 29 Marzo ha iniziato uno sciopero della fame ad oltranza contro la riconversione a carbone della centrale di Civitavecchia.
martedì 3 aprile 2007
Beppe Grillo a Tarquinia dagli scioperanti
Domenica durante lo spettacolo Reset a Roma, Beppe Grillo ha annunciato che mercoledì sarà a Tarquinia a dare la solidarietà al gruppo che dal 29 Marzo ha iniziato uno sciopero della fame ad oltranza contro la riconversione a carbone della centrale di Civitavecchia.
lunedì 2 aprile 2007
5° giorno di sciopero della fame: comunicato stampa
Le vicende energetiche che coinvolgono i nostri territori sono accomunate dall’essere nate in totale assenza di democrazia, dall’essere al di fuori di qualsiasi programmazione in materia e contrarie agli obiettivi di tutela dell’ambiente, del clima e della salute sanciti, oramai, anche dalle Nazioni Unite.
E’ questa una testimonianza importante, che segue quella del comitato contro la Turbogas di Aprilia e quella dei Comitati Molisani contro le centrali e che è in linea con la volontà espressa congiuntamente di convocare presso il presidio di Tarquinia una riunione di tutti i comitati che aderiscono al Patto nazionale di Mutuo Soccorso.
Adesioni importanti che unite, a quelle dei consiglieri regionali Fontana e Mariani (Verdi) e Parroncini (DS), a quella di Beppe Grillo che mercoledì sarà presso il presidio di Tarquinia e allo sciopero della fame che l’intera segreteria nazionale di Legambiente attuerà nello stesso giorno, ci fa ben sperare che le istituzioni competenti non continuino ad essere sorde e comprendano che i lavori di riconversione a carbone della centrale di Torre Valdaliga Nord vanno interrotti e va riaperta la valutazione di impatto ambientale chiaramente definita nella perizia del tribunale di civitavecchia nella causa che contrappone il comune di Ladispoli e la provincia di Roma all’Enel, come “incompleta, di ridotta significatività e non rappresentativa della reale situazione”.
Per comunicazioni, adesioni e attestati di solidarietà:
http://nocoketarquinia.splinder.com
http://nocoke.org
3287182629
Solidarietà ai No-Coke dai No-Fly
L'assemblea permanente No-Fly, in lotta contro i danni alla salute causati dall'aumento dei voli in transito all'aeroporto Pastine di Ciampino, vuole esprimere la propria solidarietà ai cittadini e alle cittadine del movimento No-Coke.
La loro lotta è anche la nostra, perchè come la nostra è figlia di una gestione scellerata dei territori, che non tutela la salute delle popolazioni e il diritto ad un ambiente pulito, ma sostiene lo sviluppo che passa sopra le nostre teste, quel tipo di sviluppo che produce ricchezza per pochi e danni per tutti.
La battaglia che si sviluppa nei territori dell'alto Lazio, contro la centrale a carbone di Torre Valdaliga Nord, per l'energia pulita e in difesa della dignità di chi oggi è costretto a subire l'ennesimo progetto di morte, si inserisce in un quadro più ampio di lotte delle nostra regione.
I movimenti nati a Malagrotta contro la discarica,a Ciampino, ad Aprilia contro la Turbogas, le lotte della Valle del Sacco dove le polveri sottili sforano il limite consentito per ben 100 giorni all'anno, stanno a rappresentare il bisogno di una progettualità nuova rispetto alle politiche ambientali, che guardi alla decrescita, alla gestione sostenibile delle risorse energetiche, dei rifiuti e dei trasporti.Queste rivendicazioni esprimono il bisogno sempre più condiviso di non svendere le proprie terre, la propria salute e il prprio futuro agli interessi di Enel, Sorgenia, Ryan Air, Simmel Difesa, e a tutti quei soggetti che s'arricchiscono speculando sulla nostra pelle e sui nostri diritti, spesso sostenuti dalla politica locale e nazionale.
Per questo solidarizziamo con la lotta dei no-coke, sperando di rendere al più presto effettiva la nostra solidarietà.
ASSEMBLEA PERMANENTE "NO-FLY", S.Maria delle Mole, 2 aprile 2007
5° GIORNO DI SCIOPERO DELLA FAME PER FERMARE IL CARBONE
Gli scioperanti della fame No-Coke sono arrivati al loro 5° giorno di astensione dal cibo. Continuano la loro lotta nel cuore del Paese accampati nella Sala Consigliare del Comune dove dormono in sacchi a pelo e da dove inviano i loro comunicati e dove continuano a ricevere le numerose manifestazioni di solidarietà dai semplici cittadini, dai partiti, dai movimenti ambientalisti da tutto il paese.Ieri purtoppo si è registrato il primo effetto dello sciopero della fame prolungato: uno degli scioperanti, che già accusava dal giorno precedente vertigini, pressione arteriosa bassa ed astenia è stato soccorso dall’ambulanza del servizio 118 e trasportato al locale ospedale dove è stato ricoverato con la diagnosi per “effetti da digiuno prolungato”.
Gli altri scioperanti però non si fermano e decidono di passare alla fase 2 dello sciopero della fame: la riduzione ulteriore dei già pochi tipi di liquidi ammessi.
“Dopo la fase iniziale necessaria all’adattamento dei nostri corpi alle condizioni estreme del digiuno ora possiamo passare alla seconda fase dello sciopero della fame, quella estrema: cioè di tutti i liquidi possibili assumiamo invece soltanto acqua, the, tisane di erbe e verdura, caffè d’orzo, sali minerali.”
Gli scioperanti rivolgono agli agricoltori locali un appello: i prodotti orto-frutticoli di Tarquinia diventeranno famosi perché coltivati in una zona inquinata dalle centrali Enel di Civitavecchia e di Montalto di Castro se si utilizzerà il carbone.
Per questo motivo la lotta dei No-Coke contro la conversione a carbone della centrale di Civitavecchia è anche la lotta per difendere l’agricoltura locale e il lavoro di chi ci vive. Nessuna strategia di promozione delle vendite e nessun “Piano Regionale di Sviluppo Agricolo”può pensare di far collocare sul mercato prodotti che bisognerà dichiarare coltivati in una zona ad alto contenuto d’inquinamento. I prodotti di questa terra da chi mai saranno acquistatati? Chi mai farà contratti di fornitura con i nostri agricoltori locali? Nessuna certificazione di qualità dei prodotti sarà più possibile, meno che mai sarà possibile la certificazione di produzioni biologiche del territorio.
Non vogliamo fare la fine della Valle del Sacco che in seguito all’elevato inquinamento è divenuta un distretto agro-energetico, cambiando addirittura il nome in Valle dei Latini per non essere riconosciuta in maniera negativa dai consumatori.
Abbiamo scoperto nella stessa dichiarazione tecnica* contenuta nella Perizia Tecnica allegata al progetto per ottenere l’autorizzazione alla conversione a carbone della centrale di Civitavecchia una frase : “(…) si consiglia la conversione agricola in coltivazione agricole no-food (…)”
L’hanno scritto in inglese perché non lo capissero tutti ma No-Food significa NON COMMESTIBILIE’ E’ora chiaro agli agricoltori locali che se la stessa Enel consiglia precauzionalmente di convertire le produzioni agricole orto-frutticole in fiori e pioppi non c’è futuro per la loro attuale lavoro? E soprattutto come si può pensare che non faccia male sulle popolazioni l’uso del carbone nella centrale di Civitavecchia se addirittura si consiglia di coltivare produzioni agricole non commestibili?
E’ possibile sostenere gli scioperanti inviando SMS dai telefonini ai numeri 338-7118224 e 329-7924124 oppure attraverso il sito internet http: //nocoketarquinia.splinder.com.
*Commissione tecnico scientifica per lo studio tecnico-economico-ambientale ed infastrutturale del progetto di riconversione della centrale di Torrevaldaliga nord nel contesto del polo energetico dell’alto lazio.
domenica 1 aprile 2007
Appello degli scioperanti della fame al Presidente della Regione Lazio Marrazzo
l’attività delle tre centrali ( Torre Valdaliga Nord e Sud di Civitavecchia e quella di Montalto Alessandro Volta) ha contribuito e continua a contribuire ad un aumento della mortalità per cancro al polmone, asma nei bambini ed aumento dei casi di insufficienza renale cronica che non hanno paragoni con le percentuali registrate a livello regionale (Mortalità e ricoveri ospedalieri nell’area industriale di Civitavecchia, anni 1997-2004, Agenzia di Sanità Pubblica, Regione Lazio, 2006).
Altrettanto tragico impatto sulla salute delle centrali alimentate a carbone negli Stati Uniti (Premature mortality from proposed new coal-fired power plants in Texas. A research breaf by pubblic Citizen’s Texas office and the sustainable energy and economic development, seed coalition, novembre 2006). La scelta di convertire a carbone la centrale di TVN non potrà migliorare la qualità dell’aria di un comprensorio già tanto compromesso.
Sulla base di questo chiediamo al presidente della Regione Lazio, di deliberare formalmente, con atto di consiglio, la richiesta al Governo Nazionale di fermare subito i lavori di riconversione della centrale, subordinando l’eventuale ripresa dei lavori alla verifica dei dati epidemiologici segnalati.
4° GIORNO DI SCIOPERO DELLA FAME PER FERMARE IL CARBONE
FERMIAMO LA CONVERSIONE A CARBONE A Torre Valdaliga Nord di Civitavecchia
TARQUINIA – Quarto giorno di sciopero della fame per i rappresentanti dei cittadini contro il carbone, che occupano da giovedì scorso la sala consiliare del comune.Primo cedimento stamani verso le 10 per uno degli esponenti, che ha manifestato diminuzione dei valori pressori e glicemici, questi ultimi rientrati dopo la somministrazione di glucosio da parte dei medici , intervenuti celermente nell’aula consiliare. “Non si è deciso per il ricovero dell’esponente del comitato in quanto l’elettrocardiogramma e le condizioni emodinamiche risultavano nei limiti della norma. Gli altri seppur presentino estremi segni di stanchezza e sofferenza, al momento, non necessitano di interventi particolari ”. Questa la diagnosi dei medici, che in un primo tempo avevano pensato ad un ricovero. Una cosa è certa, le condizioni di chi ormai da quattro giorni rinuncia al cibo, peggiorano di giorno in giorno, ma a parte le testimonianze di solidarietà di molti cittadini e qualche esponente politico, ad oggi nemmeno uno dei 13 punti di richiesta alle Istituzioni è stato accettato dai partiti politici e dai rappresentanti istituzionali. Nell’ottica dell’acquisizione di poltrone e del sottostare ai poteri forti la politica oggi procede su binari lontani da valori quali l’etica, la salvaguardia della salute e dell’ambiente, oltre che dell’economia di un territorio, si dimentica che il problema ambientale ormai ci riguarda da vicino e non attiene un singolo paese ma la globalità della popolazione mondiale. Il carbone è il passato, eppure con grande abilità e maestria mediatica si continua a parlare di ‘carbone pulito’ e si definisce progresso il retrocedere.
sabato 31 marzo 2007
3° GIORNO DI SCIOPERO DELLA FAME PER FERMARE IL CARBONE
TARQUINIA – Terzo giorno di sciopero collettivo della fame per i No Coke.
Ieri notte, dopo la via crucis, visita de del vescovo monsignor Andrea Chenis della diocesi Tarquinia–Civitavecchia nella sala consiliare occupata.
Altra sorpresa graditissima la telefonata di Beppe Grillo alle 24 che ha invitato nuovamente gli esponenti del movimento sul palco della palalottomatica a Roma per parlare del fantomatico “carbone pulito” . Stasera alle 21.30 fiaccolata a sostegno degli scioperanti. Il vescovo dopo la via crucis ha voluto conoscere le motivazioni della protesta di chi sta mettendo a rischio la propria incolumità per una causa.Intanto nella giornata di oggi polemiche per la donazione di un macchinario all’ospedale da parte della società elettrica: “Ammalare e poi curare. – riferiscono alcuni scioperanti - Non bastano le malattie e le morti dovute all’inquinamento da combustibili fossili, non basta la previsione di ulteriori malattie e decessi per l’inquinamento che ci sarà con l’uso del carbone nella centrale di Civitavecchia. Tutto questo non basta, ora c’è anche la beffa: chi inquina “dona” agli ospedali le apparecchiature mediche che servono per curare una popolazione che prima è stata inquinata e ammalata. Tutto questo sta succedendo. La finalità vera dell’operazione va smascherata: gli inquinatori vogliono mostrarsi buoni ed utili per risolvere i problemi sanitari delle popolazioni locali ed evitare che così si protesti sul fatto che sono proprio gli inquinatori a causare le malattie. Si vuole prevenire ogni protesta donando ambulanze, campi sportivi, apparecchiature sanitarie, ecc. affinché la gente possa dire “oltre agli effetti negativi prendiamoci almeno qualche vantaggio” ma noi aggiungiamo “non vogliamo i soldi di chi inquina ed ammala, vogliamo la salute delle nostre genti”. I cittadini già pagano con le tasse lo Stato che ha l’obbligo di fornire agli ospedali l’attrezzatura necessaria per garantire ai contribuenti il diritto alla salute. In tempi di crisi economica fanno gola i soldi delle società energetiche ma vanno rifiutati se diventano il prezzo del silenzio”.
Intanto televisioni e radio continuano ad interessarsi al caso, oggi anche Sat 2000. Gli obiettivi della lotta sono stati annunciati nel corso dell’affollata assemblea, che si è tenuta giovedì scorso nell’aula consigliare, e includono richieste di intervento concreto da parte delle autorità competenti. I sindaci del comprensorio, il Presidente della Provincia, il Presidente della Regione. 13 sono gli obiettivi di lotta tra i quali la riapertura della procedura di valutazione di impatto ambientale complessiva Civitavecchia –Montalto ( quella causata da ben tre centrali in 20 km in linea d’aria) .
Altro scopo l’apertura di un registro pubblico dei casi di patologie gravi rilevate sulle popolazioni del territorio e l’accesso diretto dei comitati dei cittadini ai dati del controllo ambientale sulle emissioni inquinanti. Numerose le manifestazioni di solidarietà giunte agli scioperanti della fame con sms inviati ai telefonini ai numeri 3387118224 e 3297924124 nonché il sito Internet: http://nocoketarquinia.splinder.com e http://www.nocoke.org.
Gli scioperanti stanno assumendo solo liquidi e hanno dormito nei sacchi a pelo nella sala del consiglio. Il comitato dei medici esegue un monitoraggio giornaliero delle condizioni di salute degli scioperanti (misurando la pressione sanguigna e il livello di glicemia nel sangue) che al momento risulta buona e stazionaria. Gli scioperanti hanno ricevuto anche un sostegno particolare dagli agricoltori locali, da tempo molto sensibili alla comune battaglia contro il carbone: alcuni di loro pur rimanendo in casa, quindi in forma non pubblica, hanno iniziato a digiunare a sostegno dell’iniziativa.
martedì 13 febbraio 2007
D'ALEMA E BERSANI, MINISTRI FOSSILI!
Ci teniamo a ricordare al Ministro D'Alema che la combustione del carbone nelle centrali elettriche, anche le più moderne, è senza dubbio la più inquinante sotto ogni punto di vista, essendo inaccettabili e offensivi per l'intelligenza dei cittadini i paragoni con impianti proto-industriali.
Invitiamo pertanto il Ministro D'Alema, così come il suo collega e compagno di partito Bersani, a volersi cortesemente astenere dal divulgare messaggi pubblicitari ingannevoli, come l'espressione "carbone pulito".
Se poi volessero entrambi uscire dalla bolla spazio-temporale nella quale sono rinchiusi e smettere di segare il ramo sul quale, purtroppo, tutti siamo seduti, l'Italia e il Pianeta ne trarrebbero immediato beneficio.
Ci dispiace enormemente per il carbone, verso il quale non serbiamo rancore, ma rimane il più sporco tra i combustibili fossili.
Porto Tolle, Brindisi… E Civitavecchia?
Secondo una tristissima consuetudine italica, la colpevole ottusità della parte dominante della politica impone ancora una volta alla magistratura di riparare agli attentati alla salute dei cittadini e dell'ambiente.
Un anno fa la condanna dei vertici Enel per l'inquinamento causato dalla centrale di Porto Tolle.
Oggi il caso del rigassificatore di Brindisi, dove sembra essere stato un giro di tangenti a far dubitare della regolarità di autorizzazioni palesemente demenziali.
Ora si parla di autotutela; del ritiro postumo delle autorizzazioni da parte dello Stato.
Chissà che qualche ministro, preoccupato per l'indimostrata e indimostrabile necessità di energia, non si opponga?
A Civitavecchia, in ogni caso, è stata negata anche questa possibilità.
La magistratura ordinaria, nell'ambito della causa intentata ex art. 700 C. P. C. dal Comune di Ladispoli, nel lontano 2004 dispose una perizia che, di fatto, ha stracciato l'assurdo decreto di Valutazione d'Impatto Ambientale che autorizzava la conversione a carbone sporco della centrale Enel di Torre Valdaliga Nord.
"Sfortunatamente" il comma 552 miracolosamente comparso nella Finanziaria 2005 ha devoluto "alla giurisdizione esclusiva del giudice amministrativo" "le controversie aventi ad oggetto le procedure ed i provvedimenti in materia di impianti di generazione di energia elettrica", ed ha così sottratto, in maniera, per qualcuno, provvidenziale, la causa al giudice naturale .
Da due anni si attende il pronunciamento della Corte Costituzionale sul dubbio di legittimità del comma salva-Enel sollevato dal Giudice del Tribunale di Civitavecchia.
Da due anni si impedisce ai cittadini dell'Alto Lazio e di tutta Italia di ricorrere alla magistratura per salvaguardare la propria salute dagli attacchi delle centrali elettriche.
Da due anni si consente che procedano lavori che mai dovevano essere autorizzati.
È necessario che anche a Civitavecchia emergano delle tangenti per garantire il rispetto di diritti costituzionali?
giovedì 8 febbraio 2007
Il carbone è assolutamente sporco
Bersani deve essersi reso conto del fatto che ripetere la definizione di carbone pulito, usata a fini pubblicitari da Enel, è senza dubbio disdicevole per un Ministro della Repubblica, in quanto si tratta di un messaggio di natura ingannevole che induce i cittadini a sottovalutare i rischi per la salute correlati alla combustione del carbone.
Certo è che, nel disperato tentativo di difendere una scelta indifendibile, il Ministro Bersani ha coniato un'espressione ancora più assurda, persino umoristica: "carbone tendenzialmente pulito".
Crediamo che il male risieda nelle persone, non nelle rocce sedimentarie.
Detto questo, il carbone è assolutamente sporco, il più sporco tra i combustibili fossili.
La sola centrale di Torre Valdaliga Nord a Civitavecchia emetterebbe, ogni anno, oltre 10.000.000 di tonnellate di CO2, 4000 tonnellate di ossidi di zolfo, ca. 6000 t di ossidi di azoto, ca. 800 t di polveri al camino, più una quantità incalcolata di polveri derivanti dalle emissioni delle navi carboniere e dalle attività di cantiere, di particolato secondario, di elementi notoriamente cancerogeni quali metalli pesanti e radionuclidi.
Il neoambientalismo ostentato da chi pervicacemente porta avanti scelte così scellerate ci sembra tendenzialmente mistificatorio.
NO COKE ALTO LAZIO